Quando cade un albero, si lascia la radice spezzata (comodo tavolino simil-ecologista per picniccari della domenica) o se ne pianta un altro.
Quando crolla una casa la si lascia lì, in macerie (macerie di una quotidianità spezzata, preda della natura una volta tanto severa) o la si tira su di nuovo.
Quando si scrive una bella cosa sulla battigia, e arriva l'onda, ci si rattrista per l'oblio o si ride della schiuma. La frase, tanto, era scritta più incisivamente in te.
Ci sono delle sabbie dorate.
Che aspettano.
Non saranno la cura ma di certo un campo-base, per riflettere sulle cose importanti e sentirsele attorno, strette addosso come un k-way durante una pioggia di agosto.
Andare lì è una nostra scelta.
lunedì 20 aprile 2009
sabato 18 aprile 2009
CARLOTTA SOGNA UN TRAMONTO AL NEON ROSSO FUOCO

Carlotta sogna, spesso più da sveglia che da addormentata, quando era bambina era introversa e la cosa l'ha sempre accompagnata anche da grande, Carlotta non ha mai avuto un buon rapporto con i suoi genitori, ma non sa perchè, le sue emozioni se le teneva per se o le dava a certe persone; Carlotta ha sempre pensato che il più grande dono della vita è avere degli amici con cui si possa condividere tutto, pensieri , parole, ore, giochi, scherzi, amici che non ti abbandoneranno mai, Carlotta ha paura del buio, della solitudine, non riesce a stare da sola, preferisce comunque la compagnia di qualcuno anche se magari lei non parla tanto, Carlotta non ha mai fatto l'amore con la persona che ama, e la cosa la svuota parecchio rendendola fluttuante nel rammarico, Carlotta voleva cambiarlo e forse in parte ed indirettamente c'è riuscita, adesso se incrocia il suo corpo ed il suo sguardo sa che lui non si comporta in modo naturale, le donne sanno intuire negli occhi di un'uomo quello che sta realmente pensando, in quelle poche occasioni potrebbe interagire di più, riavvicinarsi un pò, ma non lo fà e non sa perchè, più tardi si pente di non averlo fatto.
Carlotta ha dei progetti, pensa e crede ancora in quella bellissima luce, oltre l'orizzonte limitato dei suoi preconcetti, Carlotta non crede nel destino, pensa che le scelte che fa ,sia piccole che grandi, cambieranno per sempre il suo modo di porsi con il mondo che la circonda, Carlotta non si innamora facilmente, ma quando le capita lo fa con un'intensità e un' energia che spesso risulta spiazzante e difficilmente comprensibile dagli altri, Carlotta certe volte non viene capita, viene fraintesa; Carlotta spesso non riesce a comprendere quello che sente, spesso non riesce a trovare la strada per uscire da certe situazioni, Carlotta certe volte si lascia andare, e ferisce le persone che ama, Carlotta si affeziona troppo a certe persone e non riesce a lasciarle andare, Carlotta a volte pensa troppo e si scollega dal quotidiano perche è focalizzata su se stessa, a Carlotta capita di diventare stronza, arrogante, ma poi si pente e cerca di farsi perdonare, Carlotta non è perfetta ma cerca di fare del suo meglio, Carlotta adora prendere e partire, lasciare un pò di se in altri luoghi, Carlotta è curiosa, cerca di migliorare ed apprendere ogni giorno, Carlotta non riesce a essere razzionale e logica per quanto riguarda le sue storie sentimentali, Carlotta sbaglia in certe cose, Carlotta è instintiva, cocciuta, e molto orgogliosa.
Carlotta ha fatto degli errori, Carlotta non vuole perdere certi suoi bellissimi ricordi, Carlotta a volte si sente già vecchia, satura di esperienza, incapace di emozionarsi, congelata nel suo io in bilico tra presente e passato, Carlotta crede nel suo futuro, ma non é molto osservante.
Carlotta spesso è come una fenice che dopo la morte rinasce dalle sue ceneri più forte di prima.
Carlotta adesso è maliconica, lentamente cade, e anche se si coccola, si avvolge e si riposa in questo sa che non la porterà in nessun luogo, almeno non in quello in cui vorrebbe lei, cerca di mettersi alle spalle i colori, i sapori, i suoni, le immagini.
Dolcemente e brutalmente ci pensa, nelle pause di riflessione chiamati giorni.
Carlotta ha fatto degli errori, Carlotta non vuole perdere certi suoi bellissimi ricordi, Carlotta a volte si sente già vecchia, satura di esperienza, incapace di emozionarsi, congelata nel suo io in bilico tra presente e passato, Carlotta crede nel suo futuro, ma non é molto osservante.
Carlotta spesso è come una fenice che dopo la morte rinasce dalle sue ceneri più forte di prima.
Carlotta adesso è maliconica, lentamente cade, e anche se si coccola, si avvolge e si riposa in questo sa che non la porterà in nessun luogo, almeno non in quello in cui vorrebbe lei, cerca di mettersi alle spalle i colori, i sapori, i suoni, le immagini.
Dolcemente e brutalmente ci pensa, nelle pause di riflessione chiamati giorni.
domenica 12 aprile 2009
I COLORI DEL MAROCCO ED ALTRE AMENITA'
La settimana scorsa docvevo essere in Marocco, ma un piccolo incidente mi ha inchiodato al letto, anzi, al water.
Mentre i miei compagni valcano le montagne dell'Atlante, mando un sms ad Elena, dicendo quanto vorrei essere li con loro, quanto vorrei vedere i colori del Marocco ed annusare i suoi profumi. Lei di risposta mi manda um mms con una foto raffigurante la geometrica composizione delle piastrelle della casa coloniale in cui risiedono, metà arancio caco e metà verde smeraldo. un po mi commuovo. la bellezza risiede nelle piccole cose.
Giulio ieri mi racconta di quanto mi sarebbero piaciute certe immagini, dai "canyon al limite del deserto con oasi pazze" alla conceria di Marrakech, più simile ad un girone dell'inferno che ad una situazione terrestre. probabilmente avrei fuso la macchina fotografica.
mi commuove anche il fatto che Elena e Giulio, in due situazioni diverse, sentendosi momentaneamente incompresi nelle loro osservazioni, abbiano affermato "il Giubbo mi avrebbe capito" (voglio immaginare: con sguardo malinconico verso l'orizzonte).
vorrei raccontare un adeddoto accadutomi in questa settimana, il quale ha contribuito ad alleviare la malinconia dovuta alla mia non presenza in territorio maghreb.
pomeriggio assolato, io e Jackson nel giardino dell'ex zoo di san zeno, seduti su una panchina. si sente lontano il rumore delle macchine, vicino il cinguettio delle 20 specie di uccelli diversi presenti sui rami sopra di noi. sembriamo i due che asoettano Godot, in un'atmosfera da purgatorio.
Giubbo: "guarda quel merlo, ogni volta che becca per terra, tira su un lombrico. ma come è possibile? se io guardo per terra non ne scorgo uno di lombrichi. come fa lui a scovarne uno ogni 10 secondi?"
Jackson: "..."
Giubbo: "e poi guarda, lo tira su, e subito dopo lo lascia cadere, lasciandolo perdere. perchè secondo te?"
Jackson: "Sarà scaduto".
La bellezza risiede nella piccole cose.
Mentre i miei compagni valcano le montagne dell'Atlante, mando un sms ad Elena, dicendo quanto vorrei essere li con loro, quanto vorrei vedere i colori del Marocco ed annusare i suoi profumi. Lei di risposta mi manda um mms con una foto raffigurante la geometrica composizione delle piastrelle della casa coloniale in cui risiedono, metà arancio caco e metà verde smeraldo. un po mi commuovo. la bellezza risiede nelle piccole cose.
Giulio ieri mi racconta di quanto mi sarebbero piaciute certe immagini, dai "canyon al limite del deserto con oasi pazze" alla conceria di Marrakech, più simile ad un girone dell'inferno che ad una situazione terrestre. probabilmente avrei fuso la macchina fotografica.
mi commuove anche il fatto che Elena e Giulio, in due situazioni diverse, sentendosi momentaneamente incompresi nelle loro osservazioni, abbiano affermato "il Giubbo mi avrebbe capito" (voglio immaginare: con sguardo malinconico verso l'orizzonte).
vorrei raccontare un adeddoto accadutomi in questa settimana, il quale ha contribuito ad alleviare la malinconia dovuta alla mia non presenza in territorio maghreb.
pomeriggio assolato, io e Jackson nel giardino dell'ex zoo di san zeno, seduti su una panchina. si sente lontano il rumore delle macchine, vicino il cinguettio delle 20 specie di uccelli diversi presenti sui rami sopra di noi. sembriamo i due che asoettano Godot, in un'atmosfera da purgatorio.
Giubbo: "guarda quel merlo, ogni volta che becca per terra, tira su un lombrico. ma come è possibile? se io guardo per terra non ne scorgo uno di lombrichi. come fa lui a scovarne uno ogni 10 secondi?"
Jackson: "..."
Giubbo: "e poi guarda, lo tira su, e subito dopo lo lascia cadere, lasciandolo perdere. perchè secondo te?"
Jackson: "Sarà scaduto".
La bellezza risiede nella piccole cose.
giovedì 2 aprile 2009
IL PRIMO GIORNO DI UNA BREVE VITA IRLANDESE NON TROPPO LONTANA DA DIMENTICARE TRA PAURA ED ECCITAZIONE
Giornata strana, dormo praticamente niente, mi sveglio e appena accendo il telefono arriva il messaggio di una persona vicina che mi sosterrà e crederà in me da lontano, mi vengono a prendere a casa alle 6,40 del mattino. Arriviamo all'aereoporto di Treviso e mi dicono che la valigia e' fuori di 5 kg, azz... tolgo robe, sono agitato, mi imbarco al check in, parto, sono attaccato al finestrino e a fianco a me c'e' un' Irish mom correlata di sua figlia, vabbe'. dormo un poco, mi risveglio, c'e' freddo, l'aereo sta cominciando la discesa, il mare, cielo nuvoloso, ci sono. atterraggio al cardiopalma, semprava che non ce la facessimo, invece atterra. scendo, l'aria Irlandese mi entra nei polmoni, vento assurdo, tempesta, volano cappelli, mi perdo a cercare il bagaglio, finalmente lo trovo.Ok, dico ci sono, cappattina in bagno, bus station per O'connel street, chiedo al conducente e faccio la mia prima figura di merda, non capisco che servono i coins per accedere alla corsa, alla fine ce la faccio. passagio dalla periferia, dietro a me due signore francesi, boh, arrivo in O'connel street, conosco subito una ragazza di Feltre che era sull'aereo con me. Le solite frasi di circostanza, "anche tu qua' per fare un'esperienza, cerco una scuola di inglese, io ho gia' trovato un 'appartamento anche se e' un po' fuori, conosco una persona che lavora qua' e ha mille dritte per mille lavori, ci sentiamo allora!".La saluto e ci scambiamo gli indirizzi Facebook Sono le 13,30 arriva un mio amico, "ciao caro, ascolta ho detto all'ostello che arrivavo per le 14, ma il mio orologio segna ancora l'ora Italiana, cazzo!" l'indirizzo non esiste, e adesso? lo troviamo, carino, la stanza non e' pronta (il letto...) metto la valigia e lo zaino nella gabbia e via un giretto, vento, pioggia, cappuccio, smette di piovere, sole, vento, piove, cappuccio, smette di piovere, sole, vento, piove, cappuccio, smette di piovere, sole, vento, piove, cappuccio, smette di pioverr, sole , vento piove, cappuccio... Un sacco di spagnoli, francesi ed indiani si muovono come insetti tra le vie principali, Trinity College, Temple bar, entriamo in un pub, tutti seduti, famiglie intere, pint of beer, partita di Rugby sugli schermi, non c'è posto, andiamo in un'altro, c'e' posto ma c'e' sempre la solita partita di Rugby. una birra red homemade, squisita, piatto della casa, zuppa di carne e verdure con crostini, insomma, intanto parliamo, lui mi dice le sue impressioni, io sono stanchino ma non demordo, usciamo a beccare la sua fidanzata, facciamo il ponticello famoso, dove una signora e' scivolata e sta sanguinando ,arriva l'ambulance. noi intanto ci spostiamo, sono sempre stanchino, incontriamo la sua fidanzata e beviamo un caffe', io comincio a pensare che forse e' una grossa impresa quella che voglio fare, alla fine loro tornano a casa.mi dice che ci sentiremo........Ad un tratto sono da solo, torno verso l'hostello, trovo la camera, mixed,pronta, speziata di europa, vado ha farmi una doccia, torno e c'e' un ragazzo, un tipo svizzero con la faccia da bambino vecchio che dimostra 20 anni ma in realta' ne ha 32 con già 2 figli, cerco di sbrodolare qualcosa in inglese, poco niente, ma sono sicuro di farcela veramente, il mio amico prima mi diceva che esiste il mestiere del raccoglitore dei bicchieri vuoti nei pub, magari ci farò un pensiero.
Dormo un po', esco, faccio un giretto, prendo mezzolitro d'acqua a 1,40 euro, devo ancora mangiare, e vado in un internet point a scrivere un po'.
Il primo giorno e' andato, ma e' stata dura, soprattutto i momenti in cui sto da solo, ho sentito una persona (mi sono fatto il numero irlandese, ci vedremo).
Vivo alla giornata, adesso torno verso l'hostello, e cerco qualche puttanata da mangiare ( e' il regno dei fast food qua', non solo cmq).
Torno in camera, se la luce e' ancora accesa leggerò un pò di Erri de Luca.
Domani sara' una nuova giornata e penserò che la nostalgia fa parte di noi viaggiatori e intraprendenti verso nuovi posti, ma certe volte può essere molto soffocante...
Coraggio, devo tenere duro... e così sarà, non per tanto ma neanche per poco.
Dormo un po', esco, faccio un giretto, prendo mezzolitro d'acqua a 1,40 euro, devo ancora mangiare, e vado in un internet point a scrivere un po'.
Il primo giorno e' andato, ma e' stata dura, soprattutto i momenti in cui sto da solo, ho sentito una persona (mi sono fatto il numero irlandese, ci vedremo).
Vivo alla giornata, adesso torno verso l'hostello, e cerco qualche puttanata da mangiare ( e' il regno dei fast food qua', non solo cmq).
Torno in camera, se la luce e' ancora accesa leggerò un pò di Erri de Luca.
Domani sara' una nuova giornata e penserò che la nostalgia fa parte di noi viaggiatori e intraprendenti verso nuovi posti, ma certe volte può essere molto soffocante...
Coraggio, devo tenere duro... e così sarà, non per tanto ma neanche per poco.
mercoledì 1 aprile 2009
Tana libera tutti.
...c'è solo un modo per portare a casa qualcosa, ogni giorno.
Raccoglierla e mettersela in tasca senza ignorarla, come al solito.
Tutto c'è.
Ma bisogna accorgersene.
Olmi aveva suggerito di recuperare un'ignoranza preventiva, per poter vedere le cose di nuovo, senza preconcetti.
Raccoglierla e mettersela in tasca senza ignorarla, come al solito.
Tutto c'è.
Ma bisogna accorgersene.
Olmi aveva suggerito di recuperare un'ignoranza preventiva, per poter vedere le cose di nuovo, senza preconcetti.
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