domenica 12 aprile 2009

I COLORI DEL MAROCCO ED ALTRE AMENITA'

La settimana scorsa docvevo essere in Marocco, ma un piccolo incidente mi ha inchiodato al letto, anzi, al water.
Mentre i miei compagni valcano le montagne dell'Atlante, mando un sms ad Elena, dicendo quanto vorrei essere li con loro, quanto vorrei vedere i colori del Marocco ed annusare i suoi profumi. Lei di risposta mi manda um mms con una foto raffigurante la geometrica composizione delle piastrelle della casa coloniale in cui risiedono, metà arancio caco e metà verde smeraldo. un po mi commuovo. la bellezza risiede nelle piccole cose.
Giulio ieri mi racconta di quanto mi sarebbero piaciute certe immagini, dai "canyon al limite del deserto con oasi pazze" alla conceria di Marrakech, più simile ad un girone dell'inferno che ad una situazione terrestre. probabilmente avrei fuso la macchina fotografica.
mi commuove anche il fatto che Elena e Giulio, in due situazioni diverse, sentendosi momentaneamente incompresi nelle loro osservazioni, abbiano affermato "il Giubbo mi avrebbe capito" (voglio immaginare: con sguardo malinconico verso l'orizzonte).
vorrei raccontare un adeddoto accadutomi in questa settimana, il quale ha contribuito ad alleviare la malinconia dovuta alla mia non presenza in territorio maghreb.
pomeriggio assolato, io e Jackson nel giardino dell'ex zoo di san zeno, seduti su una panchina. si sente lontano il rumore delle macchine, vicino il cinguettio delle 20 specie di uccelli diversi presenti sui rami sopra di noi. sembriamo i due che asoettano Godot, in un'atmosfera da purgatorio.
Giubbo: "guarda quel merlo, ogni volta che becca per terra, tira su un lombrico. ma come è possibile? se io guardo per terra non ne scorgo uno di lombrichi. come fa lui a scovarne uno ogni 10 secondi?"
Jackson: "..."
Giubbo: "e poi guarda, lo tira su, e subito dopo lo lascia cadere, lasciandolo perdere. perchè secondo te?"
Jackson: "Sarà scaduto".
La bellezza risiede nella piccole cose.

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