Quando cade un albero, si lascia la radice spezzata (comodo tavolino simil-ecologista per picniccari della domenica) o se ne pianta un altro.
Quando crolla una casa la si lascia lì, in macerie (macerie di una quotidianità spezzata, preda della natura una volta tanto severa) o la si tira su di nuovo.
Quando si scrive una bella cosa sulla battigia, e arriva l'onda, ci si rattrista per l'oblio o si ride della schiuma. La frase, tanto, era scritta più incisivamente in te.
Ci sono delle sabbie dorate.
Che aspettano.
Non saranno la cura ma di certo un campo-base, per riflettere sulle cose importanti e sentirsele attorno, strette addosso come un k-way durante una pioggia di agosto.
Andare lì è una nostra scelta.
lunedì 20 aprile 2009
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a volte le persone vorrebbero che quella scritta sia sempre visibile, anche dopo un maremoto, l'andare oltre le cose che succedono, sapendo che la sabbia in quel punto non si è smossa risulta difficile da vedere.
RispondiEliminaa volte certe ferite sono troppo profonde, troppo vicino all'osso, a volte possono guarire male ed infettare altre parti, a volte...bisogna sprofondare in un completa soffocante agonia prima di risalire.
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